Trofie liguri: una pasta fresca semplice da proporre a casa tua

Un formato di pasta tipicamente ligure, le trofie sono facili da preparare a casa e sono ottime condite con il classico pesto alla genovese.
trofie
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Le trofie liguri sono un formato di pasta tipico della Riviera di Levante, in particolare della zona del golfo del Tigullio. Sono infatti note anche con il nome di trofiette di Recco e a Sori, amena cittadina non distante da Genova, vengono celebrate durante una sagra che richiama numerosi partecipanti. Molte sono le varianti: nell’entroterra per esempio sono diffuse quelle realizzate con la farina di castagne, ma le originali sono preparate semplicemente con semola di grano duro e acqua. Il formato ricorda i trucioli che si creano piallando il legno. Sono dei semplici “vermetti” di pasta arricciati utilizzando il palmo della mano o le dita. Anche il nome potrebbe riferirsi al gesto di arricciare la pasta strofinandola sul piano di lavoro: in genovese “strufuggià” significa proprio strofinare. Il condimento ideale per le trofie è il pesto alla genovese, gustatene un buon piatto, accompagnandolo magari con un bicchiere di vino bianco ligure fresco, un vermentino o un pigato sono l’ideale.

Ingredienti per 4 persone

  • Semola rimacinata di grano duro: 150 g
  • Acqua: 200 ml
  • Sale: 1 pizzico
  • Preparazione: 15 minuti
  • Cottura: 4 minuti
  • Totale: 19 minuti
  • Calorie: 356 kcal/100 g

Preparazione

1

In una ciotola setacciate la semola di grano duro e aggiungete il pizzico di sale. Aggiungete a filo l’acqua, mescolando con un cucchiaio di legno. Potreste non dover aggiungere tutta l’acqua indicata nella ricetta perché la farina ne assorbe una quantità variabile a seconda della sua qualità e dell’umidità presente nell’atmosfera. L’impasto non deve risultare appiccicoso.

2

Dopo aver sommariamente impastato nella ciotola, trasferite l’mpasto sulla spianatoia e continuate a impastare a mano per una decina di minuti. Dovrete ottenere un impasto sodo e non umido. Se l’umidità fosse troppa, aggiungete altra semola.

3

Quando avete ottenuto la consistenza desiderata, lasciate riposare l’impasto per una decina di minuti coperto dalla ciotola con cui avete impastato.

4

Pulite la spianatoia dalla farina, altrimenti non riuscirete a far aderire la pasta per darle la caratteristica forma. Staccate dei cilindretti dalla pasta e create dei lunghi vermicelli arrotolando la pasta sulla spianatoia.

5

Dividete a pezzi di tre cm circa il “verme” che avrete ottenuto.

6

Con le dita o con il palmo della mano, cercate di dare la forma arrotolata.

7

Per chi non ha molta manualità, con le dita è più semplice: fate scorrere il lato destro e quello sinistro della trofia in direzione opposta e la pasta acquisirà la forma arricciata.

8

Disponete le trofie su un vassoio cosparso di semola e lasciatele seccare per almeno un’ora.

9

Portate ad ebollizione una capiente pentola piena d’acqua in cui avrete messo un cucchiaio d’olio d’oliva per prevenire il problema della pasta che si attacca. Salate l’acqua e cuocete le trofie per quattro minuti circa, ma ovviamente assaggiate e valutate il punto di cottura che preferite.

10

Scolate e condite con il pesto alla genovese. Servite subito.

Consigli, Conservazione e Curiosità

Coem vi abbiamo già detto il condimento principe per le trofie liguri è il pesto, tuttavia le potete condire anche con il sugo o con pomodorini freschi. Una volta cotte le trofie si conservano in frigo per un paio di giorni in un contenitore ermetico. Si sconsiglia la congelazione. Le Trofie hanno una forma inconfondibile: il caratteristico attorcigliamento della parte centrale che termina con due appendici affusolate. La forma ricorda un po’ la spirale del cavatappi. Le trofie storicamente sono un prodotto casalingo legato alle donne che si riunivano intorno ad un tavolo per impastarle e poi dare la classica forma che conosciamo. Una volta finite venivano vendute di casa in casa e questo permetteva alle casalinghe di “arrotondare” le entrate familiari. Tuttavia, quando con il passare degli anni la quantità richiesta iniziò ad aumentare, grazie al successo ottenuto, fu necessario correre ai ripari e trovare una soluzione. Fu così che a Sori nacque la prima macchina per produrre le trofie meccanicamente, ideata da Bacci Cavassa dopo lunghi anni di lavoro, venne poi messa in funzione dal Pastificio Novella nel 1977. A Sori si tiene dal 1985 una apposita sagra, organizzata dall’associazione Pro Loco Sori, dal Gruppo Festeggiamenti 15 agosto e dal Pastificio Novella, noto pastificio locale.