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Purea di fave (o Purè di fave), ricetta della tradizione contadina pugliese

Una ricetta tipica della Puglia ricca di proteine e altri nutrienti amici della salute: la Purea di fave con patate più buona che ci sia
Purea di fave e rosmarino
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Da consumare come piatto unico, accompagnata alla tradizionale cicoria oppure da spalmare su friabili crostini di pane la Purea di fave è un piatto povero, ma ricco: proveniente dalla tradizione contadina pugliese e quindi economico, porta però con sé numerosi benefici per la salute. Ricche di proteine e povere di grassi, le fave sono il legume che ben si presta alla creazione di una deliziosa purea (o purè) da consumare in svariati modi. Il più famoso? La Purea di fave e cicorie che non può mancare se si parla di piatti tipici del Sud Italia. Vediamo come preparare una cremosa Purea di fave da accompagnare a verdure o a un delizioso secondo di pesce, come il Branzino al cartoccio.

Ingredienti per 4 persone

  • Fave secche decorticate: 500 gr
  • Patata: 1 di medie dimensioni
  • Olio Extra Vergine di Oliva: q.b.
  • Pepe nero: q.b.
  • Sale fino: q.b.
  • Preparazione: 10 minuti
  • Cottura: 30 minuti
  • Totale: 40 minuti
  • Calorie: 140 Kcal/100 gr

Preparazione

1

Lavare sotto acqua corrente le fave secche e versarle in un pentolino riempito per due terzi di acqua: l'acqua deve essere un dito superiore rispetto alle fave.
Mettere il pentolino a cuocere a fuoco lento e aggiungere la patata tagliata a cubetti di circa 2 cm (aiuta a rendere più cremosa la purea). Aggiungere anche il sale e cuocere per 30/35 minuti, fino a quando le fave risulteranno morbide e si sfalderanno nel pressarle con il cucchiaio. Se l'acqua dovesse evaporare completamente prima della fine della cottura, aggiungerne all'occorrenza con un bicchiere.

2

Una volta cotte, versare le fave in una ciotola capiente, aggiungere due cucchiai di olio EVO e mescolare pressandole con un cucchiaio da cucina in legno finché non si formerà una purea omogenea. Se si preferisce una purea meno rustica e dalla consistenza più liscia consigliamo di frullare il composto con un frullatore a immersione per alcuni secondi. Servire infine con un filo di Olio Extra Vergine di Oliva e una spolverata di pepe fresco appena macinato.

Accessori

  • Un pentolino
  • Un cucchiaio in legno
  • Un frullatore a immersione (per la versione più fine)

Consigli e suggerimenti

  • Aggiungendo la patata, durante la cottura potrebbe formarsi della leggera schiuma dovuta al rilascio dell’amido. In tal caso potrete toglierla molto facilmente utilizzando una schiumarola.
  • Noi abbiamo utilizzato le fave secche per la preparazione della Purea di fave, ma potreste utilizzare anche quelle fresche.
  • Questa ricetta si sposa tradizionalmente con la cicoria, che fa scottata in pentola e aggiunta sul finale per comporre l’abbinamento nel piatto. Ma potreste abbinare al Purè di fave anche altre verdure, meglio se sono piuttosto amarognole.
  • Per insaporire la vostra Purea di fave provate ad aggiungere un rametto di rosmarino tagliuzzato per dare un tocco aromatico al vostro piatto.

Conservazione

Potete conservare la vostra Purea di fave (o Purè di fave) all’interno di un contenitore ermetico nel frigorifero, al massimo per 2 giorni. Potreste anche optare per il congelamento in freezer.

Storia

Dalla povertà contadina nasce uno dei piatti tipici della cucina pugliese e, in generale, del Sud Italia: la Purea di fave. Ma le fave provengono da tempi molto antichi e portano con sé miti e leggende. I greci le offrivano agli Dei Bacco e Mercurio per il trasporto delle anime dei defunti. La loro storia prosegue con gli antichi romani, che iniziarono a vedere questo legume come un elemento portafortuna. Ancora oggi, nelle regioni del centro Italia, se nel baccello vengono trovati sette semi di fave (definiti popolarmente i ‘sette fratelli’) si è segnati dalla fortuna.

In tempi meno antichi, le fave hanno rappresentato una degli cibi fondamentali per l’alimentazione della popolazione più povera e contadina. Ricchi di nutrienti e sostanziosi, questi legumi contribuivano a dare la giusta carica per il lavoro quotidiano.