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Cosa sono i Topinambur? Tutti noi ce lo siamo chiesti almeno una volta. Sono dei tuberi dalla forma irregolare e dalla consistenza molto simile a quella delle patate, ma dal sapore dolce che ricorda i carciofi. Conosciuto anche come ‘Carciofo di Gerusalemme‘ o ‘Rapa tedesca’, il Topinambur apporta numerosi benefici alla salute grazie ai valori nutrizionali che lo contraddistinguono: è perfetto nell’alimentazione dei diabetici, non contiene colesterolo ed è ricco di fibre, sali minerali e antiossidanti, tra i migliori alleati per il buon funzionamento intestinale. Cotti o crudi, i Topinambur sono abbinabili facilmente con numerose verdure e secondi piatti di terra. L’accostamento più famoso è senz’altro quello con la bagna caoda piemontese. Vediamo come preparare i Topinambur in padella!

Ingredienti per 2 persone

  • Topinambur: 3 di medie dimensioni
  • Cipolla: 1 piccola
  • Estratto di brodo vegetale o dado: mezzo cucchiaino
  • Olio Extra Vergine di Oliva: q.b.
  • Sale: q.b.
  • Preparazione: 10 minuti
  • Cottura: 20 minuti
  • Totale: 30 minuti
  • Calorie: 73 Kcal/100 gr

Preparazione

1

Lavare e pelare i Topinambur aiutandosi con un coltellino affilato o con un pelapatate. Sciacquarli sotto acqua corrente e tamponarli con della carta assorbente da cucina, per eliminare l'acqua in eccesso.

2

Affettare finemente i Topinambur con l'aiuto di una mandolina o, in alternativa, il pelapatate.

3

In una pentola versare l'olio Extra Vergine di Oliva e la cipolla sminuzzata finemente e farla imbiondire a fuoco medio.

4

Una volta pronto il soffritto, inserire i Topinambur precedentemente affettati mescolando per far insaporire il tutto.

5

Dopo pochi minuti, aggiustare di sale a piacere e aggiungere un poco di acqua in modo che risulti alta soltanto un dito nella padella. Aggiungere anche mezzo cucchiaino di concentrato vegetale per brodi o metà dado e coprire la padella con un coperchio facendo cuocere a fuoco medio per circa 10 minuti, mescolando di tanto in tanto.

6

Una volta trascorsi i 10 minuti, togliere il coperchio e terminare la cottura dei Topinambur con una rosolatura finale, in modo che si asciughi l'acqua in eccesso. Infine, impiattare e servire i Topinambur in padella.

Accessori

  • Una padella
  • Un tagliere con coltello affilato (o un pelpatate)
  • Una mandolina

Consigli e suggerimenti

  • I Topinambur tendono ad annerirsi una volta sbucciati, per via dell’ossidazione con l’aria, come accade anche quando si tagliano i carciofi. Per evitare che i vostri tuberi si anneriscano e colorino le vostre mani, vi consigliamo di utilizzare dei guanti e inserirli in una bacinella con acqua e limone man mano che vengono tagliati prima della cottura.
  • Siete al vostro primo approccio con i Topinambur e non sapete come riconoscerne la giusta maturazione per cucinarli? È molto semplice: i Topinambur sono freschi e perfetti da cucinare se, toccandoli con le mani, risultano avere una consistenza soda, un colore vivace marrone-violaceo e senza germogli. Se vedete che la buccia invece risulta troppo raggrinzita o molliccia oppure presentano dei germogli, allora non sono più adatti ad essere mangiati.
  • A differenza delle patate, che vanno consumate cotte, i Topinambur possono essere mangiati anche crudi senza nessun problema: all’interno di torte salate, di creme e purè o in insalate di verdure fresche.
  • I Topinambur sono ottimi compagni in tavola di numerosi alimenti, soprattutto autunnali: carciofi, funghi e zucca. Questa è la versione ‘base’ dei Topinambur in padella. Aggiungete le spezie e le erbe aromatiche che più ci piacciono per dare un tocco di originalità al piatto: tra rosmarino, timo, senape o paprika, aggiustate secondo i vostri gusti questo contorno ricco di nutrienti e allo stesso tempo leggero.

Conservazione

I Topinambur in padella vanno consumati appena cotti. È possibile conservarli chiudendoli in un contenitore ermetico per massimo 2 giorni, riscaldandoli in padella per pochi minuti prima di mangiarli.

Se non li avete ancora cotti, conservate i Topinambur integri e asciutti, ripulendo soltanto la buccia dal terriccio. Devono essere tenuti all’interno di un sacchetto di carta in frigorifero o in un ambiente asciutto e fresco e possibilmente lontano dalla luce. In questo modo i vostri Topinambur potranno conservarsi al meglio fino a una decina di giorni.

Storia

Diversamente da come si possa pensare, la radice della pianta Topinambur ha origini molto lontane nell’America del Nord. Si racconta che sia stato il fondatore della città del Quebec in Canada, Samuel de Champlain, a far conoscere i Topinambur in Europa agli inizi del ‘600. Tra miti e leggende, questo tubero è passato dall’essere un alimento fondamentale nell’alimentazione della popolazione, al trasformarsi in un nemico oscuro secondo dicerie e credenze popolari.

Pochi decenni dopo l’introduzione nel Vecchio Continente, infatti, nacque l’assurda convinzione che fosse un cibo ‘sventurato’, portatore di malattie (in quel periodo c’era la lebbra) e di sfortune. Sostituito presto dalla patata, che stava spopolando negli stessi anni, il Topinambur andò quasi nel dimenticatoio fino a tempi piuttosto recenti, negli anni ’60. Oggi viene utilizzato in numerose ricette golose, seppur non sia ancora del tutto conosciuto e valorizzato.

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