Quanti soldi spendiamo in cibo e accessori per la cucina che poi finiscono nella spazzatura prima del previsto? E non perché siano inutili, ma perché spesso li roviniamo senza rendercene conto. Colpa di gesti automatici, abitudini sbagliate e convinzioni dure a morire che, messe insieme, dimezzano la durata quello che usiamo ogni giorno. Per capire cosa succede davvero e come evitare gli sprechi, ecco 10 esempi classici di cose che non butteremmo tanto presto, se solo le trattassimo meglio.
Padelle
Com’è che si dice quando finisce una relazione? “Non sei tu, sono io”. Ecco: non è la padella, quasi sicuramente sei tu! Anche se sembrano strumenti grossi e robusti, le padelle hanno bisogno di cura e delicatezza. Il fuoco troppo alto, le spugne abrasive e molti altri errori le rovinano nel giro di poco ed ecco che il loro destino è segnato: nel secchio! Ormai è andata, ma almeno non buttarle nell’indifferenziato. Riciclarle è semplice, basta portarle all’isola ecologica o al centro di raccolta comunale. Se puoi, prima rimuovi il manico: bastano cinque minuti, e l’ambiente ti ringrazierà.
Spugne per i piatti
Quante volte hai abbandonato la spugna dei piatti nel lavello, zuppa e impregnata di disgustosi residui? In queste condizioni, è ovvio che le spugne non durino a lungo e anzi, diventino un parco giochi per i batteri e un ricettacolo di cattivi odori. Per amor d’igiene sei costretto buttarle via, ma non farlo alla leggera: le spugne vanno nell’indifferenziato e aumentano inutilmente i rifiuti domestici. Farle asciugare bene tra un uso e l’altro riduce sprechi, costi e anche l’impatto sull’ambiente.
Pane
Mi sembra di vederlo, il classico tozzo di pane secco e ammuffito dimenticato nel sacchetto mezzo aperto. Abbandonare il pane a se stesso significa condannarlo prematuramente alla pattumiera e non perché non fosse di qualità. Non sottovalutare i tempi: se non riesci a consumarlo tutto, congelalo.
Erbe aromatiche fresche
Quanto ci attira il profumo del basilico? Compriamo rosmarino, salvia e prezzemolo con entusiasmo e curiosità, senza sapere che ogni erba aromatica ha le sue esigenze e che gli servono acqua, aria e molto altro. Chiuderle in un sacchetto o dimenticarle in frigo le fa appassire rapidamente, anche se erano freschissime. Non devono necessariamente avere vita breve: con qualche piccola attenzione possono durare settimane e continuare a dare quel quid in più alle tue ricette.
Taglieri
I taglieri sono così pratici e utili, ma ammettiamolo: anche noiosissimi da pulire. Ed è proprio quella la loro condanna. Dopo aver tagliato carne, verdure e quant’altro, spesso li laviamo di fretta o li lasciamo nel lavandino. E ci sorprendiamo che si rovinino velocemente? A furia di trattenere residui di cibo e odori, diventano sempre più difficili da pulire e smettono di essere davvero igienici. Se sono ormai irrecuperabili, ricorda che quelli in legno vanno nell’indifferenziato, mentre quelli in plastica non sono riciclabili, perché non più idonei ai processi di recupero.
Frutta matura
La stessa frutta che, qualche giorno fa, era colorata e invitante, ora un molliccio ammasso marrone. Dove hai sbagliato? Probabilmente hai messo mele, banane e pere nella stessa ciotola e non sapevi che alcuni frutti (in primis le mele) producono etilene, un gas naturale che accelera la maturazione. È importante separare i frutti che maturano più velocemente e mettere in frigorifero quelli già maturi.
Contenitori di plastica
Ho una brutta notizia per te: i contenitori di plastica non sono eterni. Al contrario, si rovinano in un attimo. Se ci metti cibo troppo caldo o molto grasso, o li lavi spesso in lavastoviglie ad alte temperature, la plastica si opacizza, ma questo è il meno. Il contenitore comincerà a puzzare di sugo (o di altri alimenti) e, ciliegina sulla torta, non si chiuderà più ermeticamente. Non potrai fare altro che buttarlo via.
Verdure a foglia
Gli spinaci fanno bene e l’insalata è il simbolo della dieta sana. Ma perché vanno a male così presto? La colpa è nostra, che laviamo le verdure senza asciugarle bene o le conserviamo in ambienti umidi. Non stupiamoci, poi, se le ritroviamo marce e ammuffite. Prova a lavarle solo poco prima di mangiarle o, se devi conservarle, usa contenitori traspiranti o con carta assorbente.
Strofinacci da cucina
Ok, è vero che, nel linguaggio comune, si chiamano ‘stracci’, ma non significa che siano ‘usa e getta’. Dopo averci asciugato mani, piatti e superfici, spesso lasciamo gli strofinacci umidi per ore: un’abitudine nemica dell’igiene, che trasforma lo strofinaccio nel paradiso di germi e cattivi odori. Dopo l’uso, stendili bene ed evita di usarne uno solo per tutto: meglio alternarne due o tre. Scommettiamo che dureranno di più?
Avanzi
Mettiamo gli avanzi in frigo per non buttarli subito, ma, se non li conserviamo correttamente, non facciamo altro che rimandare di qualche giorno l’inevitabile fine. Se li infiliamo in un contenitore a caso, in fondo al frigo, ce ne dimentichiamo. Quando poi li riesumiamo, c’è poco da fare: finiranno nel secchio, insieme alle nostre buone intenzioni. La parola chiave è organizzazione. Se li metti in un contenitore trasparente e aggiungi una data, non servirà chiamare i RIS per capire cosa c’è dentro.




