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Tra le numerose specialità culinarie per cui è famosa la Sardegna un posto d’onore tocca sicuramente alle seadas. La seadas è una sorta di tortello realizzato con farina di grano duro, uova, acqua e strutto, ripieno con pecorino e scorzetta di limone, fritto e servito ancora fumante, ricoperto da abbondante miele. Ogni famiglia ha la sua ricetta, tramandata di generazione in generazione. Tradizionalmente le seadas vanno ricoperte con il miele di corbezzolo, dal sapore molto amaro. Per questo motivo moltissime persone usano il miele di castagno, dal sapore amarognolo ma delicato, ma si possono usare molte altre varietà di miele: millefiori, mirto, lavanda, fiori alpini e tarassaco. L’importante è aggiungerne tanto, perché i sardi sottolineano spesso l’importanza di servire la seadas praticamente affogata nel miele! Un altro trucco è quello di trovare un formaggio pecorino di origine sarda, dal retrogusto leggermente acidulo, perfetto per essere accompagnato dalla nota dolce del miele. Non un dolce leggerissimo, ma sicuramente goloso e che vale la pena provare a replicare a casa!

Ingredienti per 12 seadas

  • Strutto: 60 g
  • Farina di grano duro: 400 g
  • Uova: 1 medio
  • Acqua tiepida: 220 g
  • Pecorino sardo fresco: 500 g
  • Acqua: 60 g
  • Limone: 1
  • Olio di semi per friggere: 500 ml
  • Miele: q.b.
  • Preparazione: 40 minuti
  • Cottura: 25 minuti
  • Totale: 1 ora, 5 minuti
  • Calorie: 415 Kcal/porzione

Preparazione

1

Preparare la farina

Setacciare la farina in una ciotola capiente, eliminando eventuali grumi.
Questo passaggio aiuta a rendere l’impasto più fine e omogeneo, facilitando poi l’assorbimento dei liquidi e la lavorazione. Prendetevi un attimo in più: una farina ben setacciata fa la differenza, soprattutto per ottenere una sfoglia liscia e senza irregolarità.

Preparare la farina
2

Aggiungere l’uovo

Unite l’uovo intero alla farina setacciata e iniziate a mescolare con una forchetta o direttamente con le mani.
L’uovo va incorporato bene, poco alla volta, fino a distribuirlo in modo uniforme: l’impasto comincerà a prendere consistenza e a legarsi, preparando la base per una pasta elastica e facile da lavorare.

Aggiungere l’uovo
3

Incorporare l’acqua

Versate a filo l’acqua tiepida, amalgamando inizialmente con una forchetta, poi iniziate a impastare con le mani.

Incorporare l’acqua
4

Unire lo strutto

Aggiungete anche lo strutto, continuando a impastare a mano per amalgamarlo al resto del composto.

Unire lo strutto
5

Lavorare l’impasto

Quando l’impasto sarà abbastanza compatto trasferitelo su una spianatoia leggermente infarinata. Continuate a impastare fino a ottenere un panetto liscio ed elastico.

Lavorare l’impasto
6

Far riposare l’impasto

Avvolgete il panetto con pellicola alimentare. Fatelo riposare in frigorifero per circa 30 minuti.

Far riposare l’impasto
7

Preparare il ripieno

Nel frattempo preparate il ripieno grattugiando la scorza di un limone non trattato.

Preparare il ripieno
8

Grattugiare il formaggio

Grattugiate anche il pecorino sardo fresco con una grattugia a fori larghi, direttamente all’interno di un tegame.

Grattugiare il formaggio
9

Sciogliere il pecorino

Versate l’acqua nel tegame col pecorino e accendete il fuoco a fiamma moderata. Mescolate di continuo e lasciate sciogliere. Vi occorreranno circa 10 minuti.

Sciogliere il pecorino
10

Aromatizzare e raffreddare il ripieno

Quando il pecorino sarà completamente sciolto spegnete il fuoco e aggiungete la scorzetta di limone, amalgamando velocemente. Versate subito il composto su un ampio pezzo di carta forno.

Aromatizzare e raffreddare il ripieno
11

Dare forma al ripieno

Cercate di ottenere un rettangolo di pecorino di circa 40x30 cm. Mettete da parte e lasciatelo rassodare.

Dare forma al ripieno
12

Ricavare i dischi di ripieno

Quando il pecorino si sarà raffreddato ricavate 12 dischi con un coppapasta da 8 cm. Se non possedete un coppapasta, potete usare un bicchiere e ritagliare i bordi con la punta di un coltello.

Ricavare i dischi di ripieno
13

Stendere la sfoglia

Recuperate il panetto d’impasto dal frigo e ponetelo su un piano di lavoro leggermente infarinato. Stendetelo con l’aiuto di un mattarello fino a ottenere una sfoglia spessa circa 3 mm. In alternativa potete utilizzare la macchina per la pasta.

Stendere la sfoglia
14

Farcire la sfoglia

Adagiate sulla sfoglia i dischi di pecorino, lasciando circa 2 cm tra ogni disco. Ricoprite con un’altra sfoglia di pasta.

Farcire la sfoglia
15

Sigillare e tagliare le seadas

Fate aderire la pasta attorno al ripieno facendo pressione con la punta delle dita, per eliminare eventuali bolle d’aria. Con un coppapasta dai bordi ondulati dal diametro di 10 cm (o con un bicchiere leggermente più grande di quello usato in precedenza) ritagliate le singole seadas. Posizionatele su un piano infarinato, distanziate tra loro per evitare che si attacchino.

Sigillare e tagliare le seadas
16

Friggere le seadas

In un tegame stretto dai bordi alti versate l’olio di semi e accendete il fuoco a fiamma media fino a raggiungere i 170°. Immergete le seadas una alla volta. L’olio è alla giusta temperatura se la seadas viene circondata di bollicine.

Friggere le seadas
17

Scolare e asciugare

Cuocete ogni seadas per circa 2 minuti, finché non sarà ben dorata. Scolatela con una schiumarola e adagiatela su un vassoio rivestito di carta assorbente.

Scolare e asciugare

Consigli e suggerimenti

Cottura in forno

Potete cuocere le seadas in forno statico preriscaldato a 180° per 15 minuti, ma il risultato sarà meno fragrante rispetto alla tradizionale frittura.

Frittura

L’olio nella pentola dovrà essere abbondante e coprire interamente la seadas. Se non dovesse coprirla interamente, giratela con attenzione con l’aiuto di un cucchiaio. Non bucatele, altrimenti il formaggio fuoriuscirà compromettendo cottura e olio.

Aromi alternativi

Una piccola alternativa: al posto del limone, potete usare la scorzetta di arancia per aromatizzare il ripieno.

Conservazione

Le seadas possono essere congelate da crude. Per farlo, disponetele su un vassoio, lasciatele in freezer circa 30 minuti, poi potete sistemarle in buste per congelare. In questo modo eviterete che si attacchino tra loro.

Friggetele poi direttamente da congelate. Una volta cotte, invece, è preferibile consumarle subito.

Storia

In Sardegna, le seadas sono conosciute con molti nomi, che variano a seconda della provincia: sebadas, per esempio, ma anche seatta, sevada, sabada fino ad arrivare a casgiulata, nome in uso nella provincia di Sassari. La maggior parte dei nomi, però, derivano dall’antica parola sarda “seu” che indica lo strutto di maiale, proprio perché questi dolcetti molto speciali sono realizzati rigorosamente con lo strutto.

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