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La gricia non è difficile, ma è una di quelle cose che tutti pensiamo di saper fare… finché non ci mettiamo ai fornelli. Sulla carta, nessun passaggio è particolarmente complesso, ma basta un piccolo errore o un approccio superficiale per ottenere un risultato deludente. E una gricia mediocre, è una tristezza assicurata. La verità è che la ricetta è piena di tranelli. Non perché servano tecniche oscure o ingredienti segreti, ma perché richiede una cosa che in cucina spesso manca: la pazienza. Non puoi stressare il guanciale, scolare la pasta in anticipo “per sicurezza” né avere fretta di impiattare. La parola d’ordine è ‘buon senso‘ e, se sei alle prime armi, probabilmente fai almeno uno di questi 12 errori. Se capirai quali sono e come evitarli, la tua gricia forse non diventerà un capolavoro leggendario, ma sarà buona, onesta e gustosa.

1 – Il guanciale tagliato male perde consistenza

Se pensi di cavartela con un pranzetto veloce, fermati subito. Il guanciale ha bisogno di precisione, non di scorciatoie. Se lo tagli troppo sottile, si asciuga senza rilasciare sapore. Affettato troppo spesso, invece, diventa un intruglio molle e pesante. In entrambi i casi, chiamarla gricia sarebbe un’eresia! Taglialo a listarelle regolari, spesse circa mezzo centimetro, così diventa croccante fuori e morbido dentro.

2 – Se parti in quarta, il grasso non si scioglie

La pazienza, in cucina, è la tua migliore alleata. Se cuoci il guanciale troppo in fretta, il grasso non ha il tempo di sciogliersi e diventare dorato e ti ritroverai con alcuni pezzi secchi e altri duri: un massacro per la salsa. Prova a cuocerlo a fuoco medio-basso e otterrai una base profumata, pronta ad accogliere la pasta.

3 – A fiamma alta, la gricia diventa amara

Il fuoco alto è il modo migliore per auto sabotarti. Il guanciale si scalda troppo, il grasso si brucia e tutto diventa amaro: il disastro è servito. Se non vuoi chiamare la nonna in lacrime a metà cottura, non partire a duemila. La gricia si costruisce gradualmente, a fiamma media o bassa, così da tenere tutto sotto controllo. Se invece senti sfrigolare a tutto spiano, stai correndo troppo.

4 – Se metti il sale a caso, non puoi tornare indietro

Guanciale e pecorino hanno già un gusto deciso. Se abbondi col sale, alla fine ti ritrovi con un piatto sapido nel senso peggiore del termine. Da un errore del genere non si torna indietro, quindi non giocare d’anticipo. Meglio mettere una piccola quantità di sale nell’acqua della pasta e assaggiare prima di aggiungerne altro.

5 – Un pecorino stagionato rovina tutto

Il pecorino è fondamentale per la gricia. Deve ammorbidirsi lentamente e integrarsi con il sugo: se non lo fa, otterrai dei pezzi duri impossibili da recuperare. Sappi che un formaggio non vale l’altro. Un pecorino troppo stagionato (o grattugiato grossolanamente) rompe l’equilibrio del piatto. Ti serve un pecorino romano grattugiato fine, capace di legarsi al grasso e all’acqua di cottura.

5 – Se scoli tutta l’acqua, la gricia sarà immangiabile

Quando scoli la pasta, la prima cosa che fai è buttare via tutta l’acqua. Per altri sughi va bene, ma in questo caso stai impedendo alla gricia di prendere sapore. Senza acqua di cottura, il grasso del guanciale e il pecorino non legano e, a quel punto, non puoi fare più nulla. La gricia viene asciutta, più unta che cremosa, e dal gusto deprimente. Quando mantechi, non usare il contagocce: la pasta deve arrivare in padella ancora umida e l’acqua va aggiunta poco alla volta. Se la dosi bene, vedrai un’appetitosa crema formarsi davanti ai tuoi occhi.

6 – Troppo pepe copre tutti i sapori

Se si chiama gricia, e non ‘pasta al pepe’, un motivo ci sarà. Il pepe è importante, serve ad accompagnare il guanciale, ma non è il protagonista del tuo piatto. Se ne metti troppo, ottieni un sugo pesante e privo di equilibrio, che brucia dal primo all’ultimo boccone. Dosa la quantità e usa pepe nero fresco, macinato al momento. Aggiungine un poco alla volta e sentirai che svolta!

7 – Il formaggio aggiunto a caldo, fa i grumi

Quando la pasta è pronta, se aggiungi il pecorino a caso, darai il colpo di grazia alla tua non-gricia. Sei ad un passo dal traguardo, e sarebbe davvero frustrante. Succede perché il calore eccessivo, invece di sciogliere il formaggio, crea grumi collosi e addio cremina! La soluzione è spegnere il fuoco e pazientare: mescola con calma e lascia che il pecorino si sciolga coi suoi tempi.

8 – Con la padella sbagliata, mandi tutto a monte

Se scegli la padella sbagliata, ti stai solo complicando la vita. In una troppo piccola, il guanciale, invece di rosolare, bolle nel suo stesso grasso e cuoce male. In una padella troppo sottile, invece, il guanciale non cuoce in modo uniforme e non rilascia il grasso nei tempi giusti (ne farai le spese quando aggiungi la pasta). Qual è allora la padella giusta? Dev’essereampia e con un buon fondo, per permettere al grasso del guanciale di creare una base uniforme che facilita la mantecatura.

9 – La mantecatura non è un optional

Alla gricia non basta una mescolata distratta, anzi, è una volta pronta che decide il proprio destino. Se salti la mantecatura, passaggio importantissimo, il grasso resta sul fondo e il pecorino si distribuisce a caso. In poche parole, gli ingredienti non legano. Il trucco è rallentare: spegni il fuoco e mescola aggiungendo acqua di cottura un poco alla volta, per avvolgere la pasta in una crema uniforme.

10 – Non servire subito è come fermarsi a metà strada

Il Vangelo della gricia è: quando è pronta, va impiattata. Peccato che, spesso, lo si capisca solo dopo aver sbagliato. Se ha il colore giusto, profuma ed è cremosa quanto basta, non devi fare altro che servirla senza indugi! Se la lasci in padella mentre sistemi la cucina, la salsa si stringe, il grasso si separa e la forchettata è una delusione.

11 – Non assaggiare vuol dire andare alla cieca

Come fai a capire se sei sulla strada giusta, se non assaggi? Non fidarti dell’istinto. L’odore aiuta, l’esperienza anche, ma alla fine comanda sempre il palato. Quando sei in dirittura d’arrivo, assaggia la tua gricia per capire se il guanciale è croccante, se è troppo sapida o se va benissimo così. Fidati: è l’unico modo per farla venire come vuoi tu.

12 – Non è perfetta? Va bene lo stesso

Non essere troppo severo con te stesso. La gricia è un piatto che migliora col tempo e con l’esperienza. La prima non sarà memorabile, forse nemmeno la seconda, ed è normale. Il vero errore non è sbagliare la ricetta, ma pensare che, se non è perfetta, non vale niente. Ogni volta che ti metti in gioco, impari qualcosa in più. L’obiettivo non è la perfezione, ma un piatto preparato con amore e pazienza, che diventa sempre un po’ più buono.

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