Piadina con la ricetta veloce

La piadina è una ricetta salva cena per eccellenza. Farcitela con gli ingredienti che avete a disposizione oppure con il classico rucola e squacquerone.
piadina
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Buone calde o fredde, dolci o salate, le piadine sono sempre una buona soluzione. Per merenda o cena, per stupire i nostri ospiti, possono facilmente trasformarsi da piatto principale a stuzzichino. La piadina senza strutto è un piatto che mi piace preparare spesso d’estate, quando le idee per la cena scarseggiano. Non amando tanto il burro, preferisco preparare un impasto più leggero, usando l’olio di semi. La mia ricetta inoltre prevede l’utilizzo del vino bianco che conferirà all’impasto sapore e croccantezza. Il bello delle piadine è che si possono preparare un po’ come vogliamo, e con cosa abbiamo nel frigo. Allora ecco che da quest’idea possiamo creare delle varianti. Tra le più apprezzate oltre al classicissimo rucola, crudo e squacquerone, vi consiglio di provare salmone e robiola, verdure grigliate e Philadelphia.

Ingredienti per 4 persone

  • farina 00: 400 g
  • sale: 8 g
  • olio di oliva extravergine: 40 ml
  • vino bianco secco: 40 ml
  • acqua: q.b
  • Preparazione: 10 minuti
  • Cottura: 15 minuti
  • Totale: 25 minuti
  • Calorie: 400 kcal/100 g

Preparazione

1

Mettete in una ciotola la farina con il vino, l’olio e il sale.

2

Mescolate velocemente con una forchetta, quindi iniziate ad aggiungere acqua poco per volta. Ce ne vorranno circa 50-70 ml. Trasferite l’impasto su un piano di lavoro infarinato e iniziate a lavorarlo.

3

Quando sarà liscio, dategli una forma di un panetto.

4

Dividetelo in 4 parti uguali.
A questo punto sarebbe meglio lasciar riposare i panetti in frigorifero per almeno 8 ore, avvolti singolarmente nella pellicola, ma se non avete tempo, vi garantisco che il risultato non ne risentirà.

5

Prendete poi un panetto alla volta e adagiatelo sul piano di lavoro infarinato.

6

Stendetelo fino allo spessore di 2 millimetri.

7

Cuocete la piadina su una padella antiaderente già calda, uno o due minuti per lato.
Servite calde o fredde farcite a piacere.

Consigli e Varianti

La piadina, ammettiamolo è uno dei grandi classici della cucina e dello street food italiano, amatissima in tutto il mondo. Quando si è in giro e non ci si vuole fermare al ristorante per un pasto completo, la soluzione più immediata è la piadina o la pizza. Può essere farcita con qualsiasi ingrediente, dal classico prosciutto e mozzarella, oppure crudo, rucola e squacquerone fino alle versioni più light come hummus, tofu fino all’insalata di pollo!! Nella preparazione della Piadina, l’uso del bicarbonato non è essenziale ma rende l’impasto più morbito; inoltre potete sostituire parte della dose di acqua con il latte. Per quanto riguarda la farcia date sfogo alla vostra fantasia perché la Piadina si sposa letteralmente con tutto: dal salmone e avocado, al petto di pollo e mais, fino al crudo, brie e salsa cocktail passando per speck pomodorini e scamorza e via a seguire. Insomma, potremmo scrivervi un elenco infinito di possibilità!! 

Storia della Piadina e perché si chiama così?

La storia della Piadina è davvero antichissima. In un attimo ci ritroviamo ai tempi dagli antichi Romani dove ci sono tracce di questa deliziosa “focaccia”. Una delle prime testimonianze scritte risale all’anno 1371, quando nella Descriptio Romandiolae, il cardinal legato Anglico de Grimoard, ne descrive la ricetta: “Si fa con farina di grano intrisa d’acqua e condita con sale. Si può impastare anche con il latte e condire con un po’ di strutto”. L’etimologia della parola fa riferimento a Piada (localmente piê, pièda, pjida) parola che deriva dal latino medievale plàdena o plàtena, da plathana che a sua volta deriva dal greco πλάθανον pláthanon “piatto lungo, teglia”. La parola piada è attestata fin dal XVI secolo. La prima italianizzazione del termine dialettale romagnolo nella forma “piada” è dovuta a Giovanni Pascoli. Il suo boom fu raggiunto negli anni ’40 e ’50 quando iniziò a conquistare i turisti che la compravano per strada nei moltissimi chioschetti che la vendevano a poco prezzo. All’inizio degli anni settanta divenne invece prevalente l’uso del diminutivo piadina.