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Chiacchiere napoletane, una ricetta tipica per il Carnevale

Le chiacchiere sono un dolce molto semplice e genuino di facile realizzazione. Ma qual è la loro origine e perché hanno questo nome particolare? Leggete e lo scoprirete!
piatto di chiacchiere fritte con zucchero a velo
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L’allegra atmosfera carnevalesca comincia a diffondersi per le nostre città, così come il profumo dei suoi dolci più tipici. Tra questi un posto d’onore spetta, senza dubbio, alle chiacchiere napoletane, rettangoli di pasta fritta tipiche della tradizione campana, veloci da preparare e deliziose da mangiare. Le chiacchiere sono in realtà diffuse in molte regioni d’Italia, ma conosciute con nomi e procedimenti leggermente diversi. Ogni famiglia, inoltre, custodisce gelosamente la sua ricetta e la tramanda di generazione in generazione. Noi di Burrofuso ve ne proponiamo una versione molto classica, arricchita dal limoncello che riporta immediatamente ai sapori e ai profumi della Costiera Amalfitana. Ecco tutto ciò di cui abbiamo bisogno per preparare un vassoio di questo tipico dolce napoletano.

Ingredienti per 8 persone

  • Farina: 300 g
  • Uova: 2
  • buccia di limone grattugiata: 1
  • Olio di semi: 3 cucchiai
  • Limoncello: 5 cucchiai
  • Zucchero: 60 g
  • Sale: 1 pizzico
  • Zucchero a velo: q.b
  • Olio per friggere: q.b.
  • Preparazione: 60 minuti
  • Cottura: 20 minuti
  • Totale: 80 minuti
  • Calorie: 210 Kcal/40 g

Preparazione

1

Si inizia preparando l’impasto da cui otterremo le nostre chiacchiere: in una terrina versate tutti gli ingredienti partendo dalla farina setacciata e le uova; subito dopo aggiungete l’olio, il limoncello (che può essere sostituito da qualsiasi liquore dolce), i 60 gr di zucchero e un cucchiaino di buccia di limone grattugiata. Iniziate così ad impastare fino a quando non otterrete un composto morbido ed omogeneo (che non attacca).

2

Una volta pronto lasciatelo riposare per qualche minuto, poi iniziare col tagliarne dei pezzi che andranno infarinati e stesi con un matterello su un piano di lavoro abbondantemente infarinato così da non rimanerne attaccato. L’impasto steso dovrà avere uno spessore di pochi millimetri (ricordate che più sottili saranno più risulteranno friabili), e andrà poi sezionato nella grandezza che preferite con un’apposita rotellina sagomata o semplicemente con un coltello.

3

Lo stesso procedimento lo andremo a fare fino ad esaurimento dell’impasto a nostra disposizione.

4

In una padella alta e capiente (o in un’apposita friggitrice) scaldate l’olio che dovrà essere bollente, e versate all’interno una quantità giusta di chiacchiere. Fatele dorare appena (non dovranno avere un colore scuro), poi posatele in un vassoio dopo aver fatto colare l’olio in eccesso. Procedete così per tutta la quantità di chiacchiere che avete preparato.

5

Infine con un colino grande spolverate abbondante zucchero a velo, mescolandole man mano in modo che aderisca su tutti i lati delle chiacchiere.

Conservazione

Le chiacchiere si consumano immediatamente, appena fritte o infornate. Tuttavia è possibile conservarle per 2-3 giorni in un sacchetto di carta, in un luogo fresco e asciutto. L’importante è che non prendano umidità.

Consigli utili

La temperatura ideale per friggere le chiacchiere è quella tra 170-180°. Cercate di utilizzare un termometro da cucina. Se non doveste averlo, provate a immergere un pezzetto di impasto nell’olio: se produce immediatamente delle bollicine e non annerisce, l’olio è della giusta temperatura.

All’impasto potete aggiungere la scorza di limone e dare la forma che più vi piace: rettangolare, romboidale, quadrata o annodata.

Potete aggiungere un altro tipo di liquore, come il brandy, il rum o il marsala.

Di solito si usa cospargere le chiacchiere con dello zucchero a velo ma potete anche coprirle con della glassa al cioccolato.

Curiosità: perché si chiamano così e qual è la loro origine?

Le chiacchiere, a seconda della regione dove ci si trova, possono prendere il nome di crostoli, frappe, bugie o cenci. Si fanno risalire al periodo delle frictilia, ovvero i dolci fritti nel grasso di maiale nell’antica Roma, nel periodo dei Saturnali. Le chiacchere venivano servite alla gente proprio perché di facile realizzazione in grandi quantità e in breve tempo mantenendo un costo molto basso.